Nikola Tesla Memorial Center e Tesla Museum di Belgrado

Introduzione

L’obiettivo di questo pezzo è concludere un ciclo di quattro articoli pensati per proporre un’idea sebbene “controversa”, fra l’altro per niente nuova in campo scientifico e oggetto di dibattiti incessanti fra gli addetti ai lavori, secondo cui Einstein è stato innalzato a pilastro della fisica più per interesse che per meriti, e che studiosi  come Tesla siano invece stati deliberatamente ignorati perché invece sarebbero stati in grado di ledere il profitto di grandi corporation o ristrette elites le quali detengono tuttora il monopolio della finanza e dell’energia, potendo in questo modo controllare gli equilibri politici ed economici del nostro pianeta. Concetto fondamentale più volte rimarcato all’interno dei nostri tre precedenti interventi quali: “Tesla meglio di Einstein 1° Parte – Il ritorno dell’Etere”, “Tesla meglio di Einstein 2° Parte – La musica per capire l’universo” e “Tesla: l’approccio pratico alla scienza” è l’aver favorito, da parte dell’establishment scientifico dei precedenti due secoli, l’affermazione della teoria dello “spazio vuoto” a discapito della ben radicata idea dettata dal buon senso e dalle geniali intuizioni scientifiche di secoli di pensiero filosofico umano, dell’esistenza del fluido d’etere, sostanza più sottile della materia in grado di veicolare addirittura le genuine “forze” provenienti dai mondi soprasensibili che creano tutte quelle “leggi” in grado di regolare il divenire cosmico. Pertanto ho pensato di proporre come giusto epilogo alle suddette speculazioni la relazione di una “gita” fatta da mio fratello ed i miei genitori al Tesla Memorial Center di Smiljan in Croazia e al Tesla Museum di Belgrado. Nel ringraziarVi per aver scelto di essere partecipi dei nostri dibattiti filosofico-scientifici Vi auguriamo una buona lettura!

Fig. 1 Automobile elettrica della casa Tesla collegata al cavo per il rifornimento di energia elettrica.

Nikola Tesla Memorial Center, Smiljan Croazia

Full Address: Memorial Center “Nikola Tesla” Smiljan 87/1, 53211, Smiljan, Croazia
+385 53 746 530

Solitamente quando si decide di fare un viaggio turistico in Croazia le mete più scontate per un italiano auto-munito sono i paesi della costa adriatica più prossimi all’italia quali Parenzo, Rovigno e Pola. Una volta passato il confine di stato e superati un paio di paeselli che rappresentano gli unici sbocchi sul mare dello stato sloveno, si è già in territorio croato e la penisola istriana è un susseguirsi di bellissimi porti sul mare dal sapore a noi tutto sommato abbastanza familiare poiché risentono dell’influsso veneziano impresso durante la dominazione da parte della Serenissima Repubblica. Ma questo se si percorre la strada costiera appunto. La méta dei miei però è un paesello dell’interno, molto più a sud, e per arrivarci si fa prima ad imboccare l’autostrada E61 tagliando subito verso sud-est ed evitando completamente l’istria, e poi prendendo l’E65 verso est per Zagabria e l’E71 con l’accortezza di uscire a Gospić. Da questo abitato si raggiunge poi Smiljan, un paesino di case piccole basse, tutte costruite più o meno con l’architettura omogenea del posto; andando verso la periferia, seguendo le indicazioni, si arriva al luogo per il quale questo borgo è famoso: la vecchia casa dell’inventore Nikola Tesla, oggi divenuto il Nikola Tesla Memorial Center. Affacciato sul parcheggio della casa museo si trova un distributore ovviamente non di carburanti fossili ma di corrente elettrica e potete vedere in Fig. 1 una vettura della Tesla Motors (la casa automobilistica di Elon Musk) collegata al cavo di alimentazione mentre viene rifornita. Da qui si passa per il box d’ingresso dove si deve ovviamente acquistare il biglietto per l’accesso alla casa museo. A questo punto mio fratello, essendo l’unico a conoscere un po’ d’inglese, si fa carico di fare i tickets, però c’è un problema: lì non accettano euro, solo kune, ed egli non ne possedeva abbastanza per tutti e tre. Tuttavia preso da compassione il cassiere, facendo un piccolo sconto per studenti anche se studenti in luglio non ve n’era nemmeno l’ombra nei dintorni, fece procedere tutta la comitiva. Una volta superato il cancello d’entrata al parco c’è un vialetto che porta alla casa ed alla chiesa dove suo padre era ministro del  culto ortodosso. Spicca subito naturalmente la statua dedicata a Nikola che sembra accoglierti ed indicarti la via per l’ingresso alla sua abitazione, ma sempre intento a lavorare a un qualcosa poiché tiene nelle mani due parti di un congegno dalle quali ti aspetteresti da un momento all’altro che si materializzasse l’arco elettrico o lampi di plasma.(Fig. 2)

Fig. 2 Statua di Nikola Tesla nel giardino del Memorial Center. Subito dietro la ricostruzione dell’abitaione di famiglia

La casa, è stata ricostruita simile all’originale con l’interno in legno a due piani e quando si calpesta il pavimento le assi scricchiolano in modo vistoso. Nei paraggi dell’abitazione vi è anche una costruzione con tetto di paglia che rievoca l’antico fienile.(Fig. 3) L’ingresso principale posto sul retro, reca una grande meridiana con i riferimenti in direzione delle grandi città del mondo con relative distanze.(Fig. 3a)

Fig. 3 Ricostruzione del fienile ottocentesco della famiglia Tesla
Fig. 4 Meridiana posta all’ingresso con le città e relative distanze

Una volta varcato l’entrata, dietro un bancone, c’è il custode con il compito di illustrare ai visitatori cosa vedranno all’interno, sulle pareti ci sono dei pannelli che mostrano la storia della vita dell’inventore, ritraendo luoghi o eventi significativi della carriera di Tesla. Al piano di sopra c’è il vero e proprio museo dove sono conservati alcuni oggetti significativi della sua vita, come una copia della famosa bobina omonima e i duplicati del progetto del battello radiocomandato e sono raccolte molte foto delle sue invenzioni e alcuni pannelli come quello con l’elenco dei suoi brevetti certificati dall’apposito ufficio statunitense. Uno di questi, molto particolare e interattivo raffigura la città di New York che tramite appositi pulsanti può essere illuminato rispettivamente da un sistema di generazione di corrente tipo “Edison” o tipo “Tesla, mostrando così poi l’evidente differenza in termini di efficienza, dell’apparato dello scienziato serbo rispetto a quello dell’inventore di Menlo park volendo così ricordare la famosa “guerra della correnti”. (Fig. 4 e Fig. 4a)

Fig. 4 Pannello interattivo che simula l’accensione dell’illuminazione della città di Manhattan col sistema Edison
Fig. 4a Accensione col sistema Tesla

Prendendo il sentiero che porta alla chiesa e superandola, si giunge ad un’altra struttura di nuova costruzione dove si tengono due volte al giorno delle dimostrazioni con la famosa bobina di Tesla(questo è proprio il congegno che emana i “lampi” e che accende i neon senza fili, ma che vedremo più avanti) e ovviamente l’immancabile negozio di Souvenir. Nel contesto del Memorial Center vi è anche un parco con giochini elettrici interattivi per i più piccoli.

Schizzo dello schema del generatore di corrente a “campo magnetico rotante”. Leggenda vuole che l’inventore ebbe questa folgorante visione durante una passeggiata nel parco e non disponendo di carta per prendere appunti, tracciò il circuito nella sabbia.

Museo Tesla a Belgrado

.Full Address: Muzej Nikole Tesle (Nikola Tesla Museum) Krunska 51, Belgrado 11000, Serbia +381 11 2433886

Fig. 5 Targa posta all’ingresso del Museo Tesla di Belgrado

Il viaggio della mia famiglia è continuato con la visita di Belgrado e con l’ingresso al museo dedicato sempre a Nikola Tesla che qui si trova. Da Smiljan la città serba non è proprio dietro l’angolo, ma volendo viaggiare sulle tracce del nostro celeberrimo inventore, vedere questo tributo dato dalla città alla sua persona ed al suo operato, aiuta a meglio comprendere la parte “tecnica” del suo contributo dato alla scienza. Il museo è allestito all’interno di un bel palazzo storico con architettura di ispirazione classica eretto nel 1929, ma divenuto area espositiva dedicata all’inventore serbo solo nel 1952 grazie agli sforzi di un suo nipote rimasto unico erede.[1] Attenzione: anche qui accettano solo la valuta nazionale cioè dinari serbi alla cassa… Il museo è suddiviso in sale dove vi sono sia effetti personali e oggetti di vita quotidiana dell’inventore, sia nella seconda parte, congegni e apparecchi elettrici con i quali si può anche interagire e si effettuano dimostrazioni a orari prefissati. Per maggior informazioni sull’area espositiva potete far riferimento al link alla nota[2] della bibliografia. Naturalmente, a nostro parere, il marchingegno per il quale la maggior parte delle persone prova stupore è sicuramente la grande copia della famosa “bobina di Tesla”, ed ebbene si! Finalmente, dopo averne parlato in “Tesla meglio di Einstein 1° Parte – Il ritorno dell’Etere”, e “Tesla: l’approccio pratico alla scienza” ho l’opportunità e l’onore di mostrarlo ai lettori: è questo il congegno che emana fulmini e come potete vedere nel video accende, quando opportunamente caricato, dei neon a distanza. (Movie 1)

Movie 1 Bobina di Tesla in funzione

Ma non c’è solo questo. È presente, custodito in una teca, un modellino del battello elettrico telecomandato con telaio in plexiglass attraverso il quale si possono vedere i componenti contenuti all’interno ed è perfettamente funzionante, infatti si può vedere muoversi il timone e la ventola. (Fig. 6) Questo “giocattolino”, riproduzione dell’originale con cui Tesla sperimentò la teletrasmissione di istruzioni a distanza, ha un particolarità nel radiocomando: esso si aziona solo se quando si afferra il dispositivo, si posizionano le mani sopra a due poli elettrici, chiudendo di fatto con il proprio corpo il circuito. E questo per quanto concerne la parte “tecnica” come si era detto.

Fig. 6 Modellino del famoso battello radiocomandato di Tesla

Vi sono poi delle sale dedicate alla persona, dovi vi è una teca contenente l’abbigliamento tipico indossato da tesla in una giornata ideale, completo di cappello e bastone da passeggio (Fig. 7), un plastico della famosa torre Wardenclyffe di Long Island (Fig. 8) e, oltre ad altre bobine e congegni elettrici di varia grandezza, una cassaforte appartenuta all’inventore (Fig. 9), della quale si ignora il contenuto poiché, leggenda vuole, alla stregua di un moderno criptex, che se non viene aperta nel modo corretto, si possa perderne il contenuto. Le ipotesi su quest’ultimo poi si sprecano: chi dice che sia vuota, chi invece è sicuro di trovarvi un’immensa fortuna in denaro, per altri conterrebbe  progetti o idee per nuovi brevetti; sta di fatto che è ancora chiusa e inviolata com’era quando Tesla l’ebbe lasciata su questa terra…

Fig. 7 Abbigliamento di Nikola Tesla a New York
Fig. 8 Plastico del laboratorio con Torre Wardenclyffe a Long Island
Fig. 9 Cassaforte ancora sigillata

Ci sono poi infine, in una stanza, le ceneri del grande scienziato custodite in un’urna a forma di sfera e dall’aspetto metallico, proprio simile a quei terminali luccicanti dei suoi dispositivi dai quali uscivano i fasci di lampi e da dove ora sembra ancora emanare la sua energia creativa a illuminare il mondo. (Fig. 10)

Fig. 10 Urna cineraria a forma di terminale elettrico
Fig. 11 Monumento dedicato a Nikola Tesla a Zagabria. Anche l’aeroporto di Belgrado è intitolato al grande inventore.

Conclusione

Che dire a questo punto, spero di non avervi tediato con i miei interventi, non voglio arrogarmi il merito d’aver portato argomenti per niente banali e poco comuni in modo da fornire qualche spunto di riflessione in più, tuttavia vi garantisco di averlo fatto con i più onesti intenti. Ringraziandovi per l’interesse dimostrato vi auguro salute e gioia.

Nel prossimo articolo, previsto per inizio Marzo, affronterò questa volta, l’annosa questione dell’esistenza o meno di tecnologie avanzate in epoche remote. Molte sono le anomalie archeologiche e storiche ed esistono molte prove e reperti controversi che necessiterebbero indagini più approfondite. Se anche solo un reperto o una leggenda dessero conferma dell’esistenza di una evolutissima scienza antica, la storia sarebbe da riscrivere. michele

Fig. 12 Michele appoggiato alla statua del Nikola Tesla Memorial Center

Frattanto un abbraccio a tutti

FD

[1] https://viaggi.fidelityhouse.eu/museo-di-nikola-tesla-a-belgrado-70946.html
[2] https://viaggi.fidelityhouse.eu/museo-di-nikola-tesla-a-belgrado-70946.html

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