“Non separiamo il mondo materiale degli oggetti che vediamo intorno a noi con i nostri occhi ordinari, è il mondo sacro dell’energia creativa che possiamo imparare a vedere con il nostro occhio interiore.. Lavoriamo attraverso il ‘sentire’, cosa chi bianchi chiamano consapevolezza intuitiva.” “I bianchi”, dice lo zio Bob, “separano le cose, anche la relazione tra le loro menti e i loro corpi, ma soprattutto tra loro stessi e le altre persone e la natura… [e] lo spirito”.
Mudrooroo, scrittore aborigeno.

Fig. 1: Frame della “Prova dell’Hula Hop”.
Con molto piacere pubblico le riprese del terzo appuntamento culturale promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Arkè realizzato avvalendosi della enorme competenza di un nuovo relatore, Ernesto Aufiero, insegnante, attore ed esperto di pubbliche relazioni, con il quale abbiamo avuto il piacere di trattare un tema particolarmente attuale e discusso, soprattutto se consideriamo i recenti trascorsi legati al COVID dove molte criticità in termini di gestione sanitaria e di legislazione non hanno mancato di farsi sentire proprio a causa dell’idea e delle nostre convinzioni attuali in merito al “corpo”.
Come mi è stato fatto notare, nei miei due interventi non ho fatto accenno alcuno a Nietzsche. In effetti mi ero preparato alcune considerazioni di cui si occupa questo articolo, poiché credo che questo filosofo non sia stato molto ben compreso all’epoca quando espose le sue idee e i suoi ragionamenti, ma oggi stia venendo ripreso e riconsiderato proprio perché fu in grado di vedere in anticipo sui tempi come alcuni capisaldi morali e alcune basi antropologiche sarebbero state attaccate e distrutte dalla strumentalizzazione della scienza e della religione. Quando Nietzsche parlava in modo forse anche spregiudicato del super-uomo, non intendeva l’uomo post-umano o trans-umano, che invece per chi scrive rappresentano una decostruzione, una de-umanizzazione, ma un uomo sviluppato appieno delle sue facoltà, e fisiche, e psico-emotive e, soprattutto, spirituali.
Il filmato mostrato da Ernesto mentre dava alcuni riferimenti sulla comunicazione, è la scena del caffè in “Questi Fantasmi” interpretata da Edoardo de Filippo. Ernesto proiettò alla fine anche un secondo filmato non presente a causa della batteria della videocamera esauritasi poco prima della fine e fa riferimento allo spettacolo teatrale “Te chi el telun” del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, nello specifico si mostra lo sketch del Dio nordico Pdor.
Grazie per la visione, un abbraccio. F.D
P.S.: Allego anche la locandina della cerimonia di premiazione del DIVOC edizione 2023 che si terrà a UDINE sabato 29/07.

“L’anima e il corpo sono una sola e unica cosa.”
BARUCH SPINOZA
In.Forma.Zione
Lascia un commento