Tesla: l’approccio pratico alla scienza

“Gli scienziati odierni hanno sostituito gli esperimenti con la matematica e vagano smarriti equazione dopo equazione e alla fine costruiscono una struttura che non ha relazione con la realtà.” [1]

Introduzione

Come promesso alla fine dell’articolo di 15 gg fa dal titolo: “Tesla meglio di Einstein 2° Parte – La musica per capire l’universo”, oggi pubblico un video dove metto in funzione un dispositivo realizzato grazie alle indicazioni trovate nel testo “Esperimenti Scientifici non autorizzati” dello scrittore Marco Pizzuti.[2] L’apparecchio è stato costruito utilizzando un brevetto di tesla dal numero 462418 del 1891. Si può vedere lo schema elettrico in Fig. 1.

Fig. 1 Brevetto Tesla n° 462418 del 1891 [3]

Il circuito

In pratica grazie allo spinterometro (l’elemento composto da due terminali metallici divisi dall’aria, cioè il pezzo che fa “zzzzzzz” e dove compare al centro l’arco elettrico ossia il lampo di luce) ed ai condensatori si tramuta la corrente elettrica della rete domestica, opportunamente innalzata a 8000 volt da un trasformatore di tensione, in corrente ad impulsi di Tesla[4], dopodichè la si manda alle due grosse barre di rame dette appunto in inglese ”copper bars”, per questo il dispositivo viene chiamato anche più semplicemente “Tesla stout copper bars”. L’inventore serbo si raccomandava di usare barre di rame particolarmente grosse, e anche se il mio inglese è pessimo, posso supporre con sufficiente certezza che si associ anche l’aggettivo “stout” al nome come si dice per la birra dotata di particolare “corpo”. Le barre hanno il compito di irradiare energia a impulsi, e, poiché a frequenze elevate la corrente tende a scorrere sulla superficie del conduttore per “effetto pelle”, nel caso di contatto da parte dell’operatore, il corpo di quest’ultimo non ne viene attraversato e non vengono così minacciati gli organi vitali.

Niente di così eclatante, un circuitino semplice, e a questo stadio, di poca utilità pratica, ma rappresenta un buon punto di partenza per cogliere anomalie in campo elettrico utili a farci capire a mio avviso, come qualcosa sfugga ancora alla nostra conoscenza, sebbene l’elettricità e l’elettronica al giorno d’oggi siano parte integrante della nostra vita di tutti i giorni.

Perdonate il mio impaccio, non sono un attore e ho registrato questo documento quasi cinque anni fa per scherzo con la mia compagna (allora, oggi felicemente sposati) pertanto, non avevo la pretesa di realizzare un elemento ben confezionato ai fini della pubblicazione. Anche la qualità video non è molto buona, non potevo caricare moltissimi giga.

Buona Visione

Mi è capitato di andare in argomento con qualche amico o qualche conoscente e quando dico loro “una volta ho fatto un esperimento con un brevetto di Tesla”, mi chiedono subito quasi tutti se è “quello che fa le scariche di lampi viola e che se vai vicino con un neon si illumina”, ma non è quel dispositivo la, quello è il generatore di Tesla, di cui ho parlato nell’articolo dal titolo: “Tesla meglio di Einstein 1° Parte – Il ritorno dell’etere”, quando descrivo la dimostrazione fatta dal docente di fisica(suppongo) alla mostra di astronomia in Villa Farsetti. Quando comincio a mostrare loro il video generalmente sorridono e gli leggi in faccia che sembrano pensare: “beh che c’è di eccezionale?”, rimangono generalmente sorpresi quando getto la luce alogena nella bacinella piena d’acqua (mi è successo anche con un elettricista di professione) e solitamente ammettono di non saper spiegare come faccio a mettere la mano dentro al liquido senza estrarre la luce. Io da semi-incosciente quale sono, ho chiaramente ignorato le raccomandazioni del Pizzuti di “evitare in ogni caso di effettuare questa prova per motivi di sicurezza”[5] perché mettere la lampada nella bacinella fa “scena”, e Tesla stesso nelle sue dimostrazione pubbliche era solito dare sempre un po’ di spettacolo, ma voi, nel caso vi venisse voglia di provare, ascoltatelo il Pizzuti o per lo  meno chiedete il parere di un esperto. Comunque sia, alcuni danno il merito alla suola di gomma delle scarpe, altri dicono che è lo spinterometro a isolarmi, tuttavia io tocco anche le barre senza venire folgorato, e poi le due “copper bars” sono già in corto circuito e nonostante questo le lampade si accendono lo stesso beffandosi della legge di ohm la quale postula che in un circuito chiuso la corrente elettrica tende a percorrere sempre la via che oppone meno resistenza. Sinceramente non so bene spiegarlo neanche io, è il comportamento della corrente ad impulsi, la quale sembra adattarsi al carico senza interagire con altri conduttori esterni tipo il corpo umano. Inoltre si accendono una lampada da 220 volt e un faretto da 12v senza danneggiarli. Lo spinterometro e i condensatori innalzano di molti hertz la frequenza, e in queste condizioni la corrente sembra avere comportamenti organizzati, “intelligenti”, se per così dire, potete passarmi questa osservazione. Una cosa simile è stata notata dallo scienziato Bohm nello studio dei plasmi, “che sono gas contenenti elettroni e ioni positivi ad alta intensità. Nell’ambito di queste investigazioni egli si accorse ben presto che gli elettroni, smettono di apparire come particelle individuali e iniziano a comportarsi come se essi fossero parte di un tutto più grande e interconnesso, un mare di particelle che dà l’impressione di essere apparentemente vivo, intelligente e cosciente per via delle caratteristiche di autoregolazione che vi si riscontrano.”[6]

 

Conclusione

Nei due articoli precedenti ed in questo, ho parlato di un Einstein utilizzato come strumento per negare in qualche modo un sempre meno ipotetico e misterioso “oceano d’etere” che permea il cosmo in contrapposizione allo spazio vuoto ormai quasi del tutto rigettato anche dalla scienza ufficiale; ho tentato di mostrare come scienziati del calibro di Nikola Tesla siano stati trattati da pazzi o malati al fine di nascondere lo studio di fenomeni incomprensibili secondo le teorie ortodosse, nonché di sopprimere sul nascere idee rivoluzionarie come lo sviluppo di tecnologie per l’erogazione di energia pulita e ho ipotizzato la possibilità di ottenere manifestazioni naturali inspiegabili come la levitazione, lo sgretolamento di massi a distanza e l’esistenza di un universo “informante”, conoscibile dalla nostra psiche attraverso non solo gli organi ordinari di senso, ma anche per mezzo dell’intuizione o l’istinto, e come queste capacità chiaramente presenti nella natura umana, abbiano da sempre permesso all’uomo di coltivare un sapere molto alto ed elevato, giunto poi fino a noi attraverso le tradizioni religiose o le antiche culture.

Con questo articolo spero di essere riuscito a dare prova concreta dell’esistenza reale di eventi ancora arcani e di difficile interpretazione, dando prova di come le mie speculazioni non siano solo astratte e improbabili, ma tutt’altro: molto reali e di facile sperimentazione pratica.

Nel mio prossimo intervento previsto per il 15 Febbraio 2019, parlerò della casa-museo di Tesla, grazie al materiale fornitomi da mio fratello e dalla mia famiglia, i quali hanno avuto l’idea di fare una vacanza non convenzionale in Croazia e raggiungere questo sperduto paesello dell’interno, per rendere omaggio a uno dei più grandi scienziati al mondo.

Vi ringrazio immensamente per l’attenzione, e anche se in realtà questo contributo al genio dello scienziato serbo è solo una piccola banalità, se sentirete comunque il bisogno di condividere al fine anche solo di stimolare la curiosità di persone che si sentono urtate sul piano intellettuale dal 90(per non dire 99,9 periodico) per 100 dei programmi televisivi e radiofonici attualmente in onda, ve ne sono già da ora immensamente grato.

Un grande Ciao a tutti!

FD

 
[1] https://www.frasicelebri.it/frasi-di/nikola-tesla/
[2]“Esperimenti Scientifici non autorizzati - Marco Pizzuti - 2013 Edizioni Il Punto d’Incontro
[3] http://www.alternativaverde.it/stel/documenti/Tesla/bevetti/462418.htm
[4] “Esperimenti Scientifici non autorizzati - Marco Pizzuti - 2013 Edizioni Il Punto d’Incontro - Pag. 68
[5] Ibidem - Pag. 89
[6] David Bohm La fisica dell'infinito - Massimo Teodorani - 2006 Macro Edizioni

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