La fine dei tempi: Another Reset?

“La storia che conosciamo, che studiamo e che insegnamo, soprattutto quella precedente al Rinascimento, è passata attraverso il rigido controllo ecclesiastico. Come siano andati veramente i fatti, quanto meno fino al Mille (ma in realtà ben più in là), non lo potremo sapere mai.” [1]

Fig. 1 Grifoni. Dettaglio del cornicione del famoso Caffè Pedrocchi a Padova, la città fondata dal “troiano” Antenore

Introduzione

“The London bridge is falling down”, Queen Elizabeth se n’è andata, morto un sovrano… ne succede un altro e infatti Charles III è già stato nominato a successore. Ma il 2022 vede accadere anche un altro evento significativo: la dipartita di Benedetto XVI, morto ‘casualmente’ il 31 dicembre. Si parla molto di papa emerito ma inattivo e contemplativo nel caso di papa Ratzinger e di papa illegittimo ma operante di facciata poiché posto mediaticamente avanti con ruolo attivo per quel che riguarda Papa Francesco; a questo proposito esiste anche un saggio, in merito al quale nutro sinceramente la speranza di poterlo leggere in futuro, dal titolo “Codice Ratzinger” dell’autore Andrea Cionci [2]. Ora c’è anche un altro fatto ben noto del quale tenere conto ai fini dell’idea esposta più avanti in questo articolo: la salute di Bergoglio è stata più volte giudicata come instabile o precaria, anche se rimane il dubbio si tratti o meno di cose serie o da nulla. Ad esempio il Capo della Chiesa soffrirebbe di gonalgia [3] e altri disturbi ma questo comprometterebbe a tal punto i suoi impegni e il suo operato da far temere le sue dimissioni? Cosa succede? Il pontefice batte in ritirata perché non è realmente in carica? E se fosse giunta la sua ora? Beh morto un papa… E se fosse l’ultimo? Cos’ha in serbo per noi il 2023?

Le profezie di Malachia

Malachia, il religioso famoso per le sue profezie, non è il profeta biblico, sembra invece poter essere individuato nella figura di Maelmaedhog, o Maoldhog Ua Morgiar, deformato poi in Malachia, arcivescovo di Armagh in Irlanda (oggi Regno Unito). [4] Gli storici sono concordi nel fissare la data della sua esistenza tra il 1094 e il 1148  [5] (ma alla luce delle teorie esposte più avanti chissà…). Si applicò molto per portare il cattolicesimo di Roma nella sua terra d’origine e per questo si conquistò la simpatia del papa dell’epoca, Innocenzo II, il quale lo incontrò e lo ricevette a Roma con solenni onori. Alla fine rinunciò a tutti i titoli e agli agi conferitogli dal Vicario di Cristo per la sua missione e si ritirò in solitudine a vivere come semplice monaco. [6] Per questi fatti, Bernardo di Chiaravalle, che sembra avere incontrato durante il tragitto per Roma e che forse si recò al suo capezzale in punto di morte, gli dedicò un libro in qualità di esempio per la cristianità, anche se il manoscritto, rimaneggiato nei secoli, sembra risultare poco utile per fini storiografici. [7] In realtà quindi non si parla ancora di capacità di preveggenza o di profezie. Queste sembrano comparire più tardi, verso la fine del 1500 quando iniziano a circolare le strane “Prophetia de summis pontificibus” che spiegano in modo bizzarro le caratteristiche dei pontefici da Celestino II fino a Pietro II (ultimo papa), e sono contenute nell’opera “Lignum Vitae” del Benedettino Arnoldo Wion, stampata a Venezia nel 1505. Quando l’editore la pubblicò non ebbe molta eco in quanto considerata spuria, ma, probabilmente per motivi politici, le profezie furono di nuovo portate in auge e diffuse verso il 1590 in occasione del Conclave per sostenere il Cardinale Simoncelli [8], anche se in realtà divenne Papa il Cardinale Nicola Sfondrati di Cremona con il nome di Gregorio XIV. [9] Le profezie, come tradizione vuole per tutte le previsioni fatte da profeti o veggenti nel passato, sono a carattere simbolico e vanno perciò interpretate, ad esempio Giovanni XXIII, il papa buono, viene definito Pastor et Nauta, infatti veniva da Venezia, città marinara della quale era Patriarca e fu anche un ‘Buon Pastore’ appellativo con cui è ricordato. Alcune denominazioni con le quali sono stati definiti alcuni papi futuri, risultano tuttora inspiegabili senza commettere delle forzature come ad esempio ammettere l’esistenza di anti-papi o altre figure intermedie nella storia del pontificato romano. Una interpretazione delle molte prevede che il penultimo papa abdicherebbe a favore dell’’ultimo definito “Petrus secundus”, poi vi sarà la caduta della Chiesa di Roma. Si parla di Benedetto XVI e Francesco? [10] Cosa inspiegabile, le profezie di Malachia (o chiunque le compose), si rivelarono poco accurate per i pontefici dell’epoca, mentre sembrano calzare meglio per quelli futuri. Nel tempo non mancarono discussioni e diatribe sulla genuinità dei documenti riguardanti le profezie e come abbiamo visto non fa male tenere conto di una certa strumentalizzazione a fini politici, ma l’epoca, ricondotta approssimativamente intorno al XVI sec., della comparsa di codici e documenti facenti riferimento a Malachia ed alla sue profezie, risulta molto significativa, soprattutto se presa in esame alla luce di nuove e controverse ricerche effettuate sulla cronologia antica a partire dagli anni ottanta in Russia, anche se si sa, secondo la narrazione ufficiale occidentale del momento, i russi sono i cattivi: forse proprio per questo è particolarmente interessante…

La Nuova Cronologia

Anche i più scettici, anche gli irriducibili del politicamente corretto e dello scientificamente certificato oltre qualsiasi limite del buon senso comune, stanno silenziosamente o inconsciamente nutrendo dei sani e leciti dubbi sulla narrazione offerta quotidianamente dai media, dalle istituzioni e dai governi in merito alla realtà in cui viviamo ed alla nostra storia di esseri senzienti abitanti questo meraviglioso mondo detto Terra. Abbiamo segni di un passato glorioso e altamente elevato in termini di arte e tecnica, nonché di spiritualità e sensibilità, ne abbiamo parlato anche in un nostro precedente articolo https://wordpress.com/post/informazioneeconoscenza.com/153, ma tuttavia ufficialmente la maggior parte dell’umanità avrebbe vissuto in modo povero e primitivo fino a cento anni fa quando finalmente la scienza e il progresso hanno portato in alto gli standard di vita, eppure tutt’ora sembra dobbiamo confrontarci con un senso di perenne incertezza e insicurezza. Alcune nuove teorie però, stanno cambiando il nostro modo di vedere il passato e darebbero un quadro ben diverso di come si svolge la storia umana e di come sia diversa la realtà che ci circonda. A rinforzare questi nostri sospetti ci pensano ad esempio queste interessanti ipotesi formulate dal matematico russo  Professor Anatolij T. Fomenko ed il suo team di ricercatori. La cronologia storica utilizzata oggi per datare gli eventi sarebbe da ricondursi ai lavori storiografici di soli due studiosi rinascimentali: Giuseppe Giusto Scaligero e Dionigi Petavius, suo discepolo. In epoca successiva tutti gli storici e studiosi si sarebbero rifatti alla loro cronologia per la datazione di nuovi reperti o documenti. E qui forse è iniziato il “vizio” nella cronologia storica. Nell’opera di Fomenko, definito Nuova Cronologia (vedi sito internet in italiano qui [11]), si discute persino l’affidabilità delle tecniche di datazione scientifiche come la stratigrafia cioè la datazione mediante l’analisi degli strati di terreno, la quale potrebbe comportare errori dell’ordine di migliaia di anni a causa della complessità dei fenomeni di erosione e frammentazione del terreno; o la dendrocronologia cioè la conta dei cerchi degli alberi, poiché farebbe sempre e comunque riferimento alla già “viziata” cronologia scaligeriana e addirittura il radiocarbonio, che per stessa ammissione dell’ideatore del metodo W. F. Libby potrebbe comportare una tolleranza di 1000-2000 anni se non di più. [12] Altri indizi fanno supporre una manipolazione della cronologia storica avvenuta presumibilmente alla fine del Medioevo: la datazione di fenomeni astronomici descritti nei testi antichi come le eclissi di sole e di luna. Ad esempio l’autore classico Tucidide ne “La guerra del Peloponneso” parla di avvenimenti occorsi in occasione di tre eclissi, ricondotti, non senza imprecisione dagli storici, presumibilmente in un intervallo di tempo che va dal 431 a. C. al 413 a. C. Ma con il miglioramento delle teorie astronomiche, già gli studiosi di epoche più tarde dovettero fare delle forzature per far quadrare le date degli avvenimenti descritti da Tucidide con eclissi avvenute in quell’epoca e molto spesso essi preferivano ammettere che l’autore classico avesse introdotto elementi di finzione pur di dare un alone mistico ai fatti descritti. Si è addirittura supposto che la luna sia stata oggetto di misteriose forze non gravitazionali in grado di modificare la regolarità ciclica delle eclissi e si è introdotto un parametro detto D” per far tornare i conti in merito alla cronologia antica. Tuttavia ai nostri giorni e con l’ausilio del computer è stato possibile trovare le eclissi descritte con precisione da Tucidide a patto di rivolgersi ad un periodo di tempo totalmente diverso, il secolo XI d. C.! [13] Fra l’altro effettuare una sovrapposizione fra il periodo greco-romano e il Medioevo, rappresenterebbe un buon espediente per dare il giusto quadro spazio-temporale a molti fatti storici che rappresentano una sorta di “doppioni” o “ripetizioni” agli occhi di moderni osservatori non condizionati da vincoli ideologici, accademici o geografici e la meccanica del moto lunare tornerebbe corretta senza parametro D” e senza misteriose forze extra gravitazionali. E’ plausibile che molti nomi di personaggi famosi o dinastie di re e imperatori siano stati travisati, infatti Pitagora, Archimede, Platone, Aristotele e molti altri sono spesso ritratti come uomini medievali o umanisti (Fig. 1b): solo una moda o un espediente stilistico? Comunque sia, questo avrebbe permesso ai cronologici rinascimentali, in maniera equivoca o del tutto deliberata, di “allungare” in maniera spropositata la storia antica. Così scopriamo che gli antichi templi e monumenti egizi sarebbero appartenuti ai monaci cristiani e non avrebbero più di 1000-1500 anni, l’antico testamento è un testo che racconta vicende medievali, il cataclisma che ha sconvolto Babilonia potrebbe essere stata l’eruzione del Vesuvio (Babilonia/Pompei, nel XIV sec. un cronista napoletano afferma di aver visitato la città di Pompei brulicante di vita in tutto il suo splendore [14]) avvenuta però in epoca Rinascimentale e Sodoma e Gomorra potrebbero essere state le città di Stabia ed Ercolano; i Campi Flegrei con le fumarole e le solfatare è il posto dove la moglie di Lot è stata tramutata in sale (i figli di Lot/lt sarebbero i Latini); Venezia (Fenicia) potrebbe essere stata l’antica Cartagine; Canaan, Genova e il fiume Po, il Giordano, da Eridania, la pianura dove scorre il fiume Iordan-Eridanus. Anche il Giulio Cesare, come il Carlo Magno, tutti nomi di carattere generale, indicanti un grande reggente, potrebbero riferirsi a grandi monarchi o governanti, infatti da Cesare deriva Kaesar, Kaiser e Zar. La prova scientifica potrebbe essere offerta infine da opportuni calcoli di statistica, effettuati dall’equipe di Fomenko, ricordiamo che è un professore di matematica autore di numerosi manuali utilizzati anche in università italiane, su materiale storico provenienti da fonti tradizionali e classiche. Per esempio verificando quante volte in un dato documento storico o in documenti posteriori nei quali vi si fa riferimento, compaiono nomi di personaggi, allusioni a fatti storici analoghi, avvenimenti caratteristici, i matematici hanno potuto stilare dei grafici e confrontarli opportunamente trovando spesso dei picchi di correlazione, e potendo quindi riscontrare una certa analogia tra un periodo di tempo antico ed un lasso di tempo riferito ad epoca più recente. (Fig. 1c) In questo modo avrebbero notato appunto che la storia antica combacia con il medioevo e la cronologia dovrebbe subire una contrazione di circa 1000-1300  anni. Siamo andati veramente veloci, forse troppo affinché il lettore possa farsi veramente un’idea della ipotesi vagliata in queste poche righe, e prenderla seriamente in considerazione, comunque da tutti questi elementi per i quali Fomenko e i suoi ricercatori formulano una Nuova Cronologia (per una trattazione veramente esaustiva consiglio vivamente di leggere il testo in italiano “400 anni di inganni” edito dalle Edizioni Macro), sembra emergere l’esistenza di un grande impero nordico-russo medievale che aveva raggiunto vette tecnologiche e culturali pari o, più verosimilmente superiori alle nostre odierne, cancellato o opportunamente occultato sotto miti e cronache inventati in epoca rinascimentale. 

Fig. 1b: “Trionfo di Tommaso d’Aquino”. L’aquinate è ritratto in compagnia di Aristotele e Cicerone, tutti in abiti medievali. [15]
Fig. 1c: Grafico dei picchi di correlazione delle analisi statistiche di materiale ricondotto a due periodi di tempo diversi, uno ritenuto la fonte, l’altro il rimaneggiamento successivo. [16]

“Dunque, a voler chiamare le cose col nome giusto, si può dire che ebbe luogo un processo intenzionale di falsificazione della storia.” [17]

La Grande Tartaria 

Tutto questo stravolgente quadro potrebbe essere confermato dal fatto che non possediamo praticamente alcun documento storico originale riconducibile ad un periodo antecedente al XIV sec., ed è dello stesso parere anche l’autore Pietro Ratto nel libro “La storia dei vincitori e i suoi miti” [18] (dove abbiamo preso la citazione iniziale e altre informazioni) il quale tra l’altro è stato protagonista di una vicenda significativa: chiamato ad esaminare un documento antico, scopre che un personaggio come la papessa Giovanna è realmente esistito… Una notevole rimozione storica! Quindi subito dopo il Medioevo e durante il Rinascimento, diciamo a partire dal XV, XVI sec. sarebbe avvenuta una sorta di riscrittura della storia, ma perché? E come è stato possibile nascondere tutto quello straordinario splendore e occultare tutte quelle conoscenze alle quali l’antica civiltà è pervenuta? La mia seppur non eccelsa capacità intellettiva si rifiuta comunque di accettare totalmente una cospirazione di tal portata, mi risulta impossibile credere che intere popolazioni e lunghe epoche storiche siano state cancellate dalla memoria, ma come spesso l’esperienza ci insegna, la realtà supera la più sfrenata fantasia e comunque, per inciso, abbiamo visto con il COVID e la pandemia come sia possibile costringere il mondo intero ad assumere medesime direttive. Negli ultimi tempi, soprattutto grazie al web, si fa sempre più riferimento alla Grande Tartaria, una civiltà globale esistita prima della nostra ed ora estinta, ma non collocata, in termini temporali, molto in là nel tempo come Atlantide, bensì poco prima del Rinascimento o addirittura ancora in essere all’inizio del XIX sec. Viene denominata così o perché aveva il suo centro dove provengono i Tartari, quindi nell’Asia centrale; o probabilmente perché il prefisso “Tar” o “TarTar” indica il concetto di movimento, rotazione o spirale e, per inciso, questa radice è presente in sanscrito ed anche in alcune parole come “Turn” in inglese. Questa denominazione è molto importante poiché si riferirebbe al loro sistema di approvvigionamento energetico, in quanto avrebbero raggiunto una certa capacità tecnologica che avrebbe permesso loro di sfruttare l’energia eterica attraverso l’uso appropriato dell’elettrostatica, della cinematica e forse anche della chimica dei metalli, infatti un ruolo fondamentale in questa tecnologia, avrebbe interessato materiali come il mercurio, l’oro e il ferro, e qui verrebbe da chiedersi cos’era veramente l’alchimia. Non dovrebbe apparire come una cosa così fantascientifica ed assurda, nel nostro blog ne abbiamo già accennato quando abbiamo parlato di Tesla https://wordpress.com/post/informazioneeconoscenza.com/40, al quale, per la verità, questa narrazione alternativa dei fatti assegna un ruolo assai ambiguo e meno nobile rispetto a quello della assai romantica narrazione della quale ormai siamo pregni. Comunque, per alcuni studiosi, le costruzioni del passato come le Piramidi, le Cattedrali e le Regge non sarebbero altro che centrali energetiche opportunamente studiate e create per captare l’energia e diffonderla armonicamente dove necessario. I campanili, le colonne, i camini, le statue, i frontoni, le cupole e le guglie sarebbero quindi tutte strutture perfettamente funzionali e non semplici orpelli estetici. Le città tartare sarebbero state piene di vita, irradiate di luce e brulicanti di mezzi di trasporto e di viaggiatori. Sarebbero esistiti anche uomini giganti: si trovano molte fotografie ed immagini nel web provenienti da archivi di stato soprattutto di paesi che non hanno applicato particolare censura (Tom Bosco, a cui farò poi riferimento, sostiene che in Russia durante il comunismo, fu fatta anche una legge apposta per vietare di parlare di Grande Tartaria), ma ad oggi non sappiamo se questo materiale è genuino o è tutta una montatura. Con i computer e le nuove tecnologie grafiche è relativamente facile produrre dei falsi e viene spontaneo chiedersi come mai tutto questo materiale viene fuori adesso proprio mentre assistiamo ad una “rimonta” della Russia nei confronti dell’America e dei suoi partners europei? Tuttavia queste tesi, seppur bizzarre, sarebbero davvero molto aderenti ai vecchi miti e leggende, Antico Testamento e Miti Greci in primis, i quali potrebbero essere nient’altro che il racconto degli stessi eventi visti solo da due punti di vista diversi e spiegherebbe perché gente che muore di fame e si sposta coi carri avrebbe dovuto costruire edifici enormi, con pietre dal peso di diverse tonnellate, con fronzoli ed elementi estetici per i quali con il semplice scalpello occorrerebbe sprecare mesi di lavoro per la riuscita. In realtà la gente misera e completamente assorbita dai bisogni più urgenti della vita, sarebbero persone venute dopo ed avrebbero trovato tutto già lì al suo posto. Persone venute dopo un Reset, un evento catastrofico in grado di cancellare una civiltà e causare un blackout di memoria. Anche qui siamo andati parecchio veloci, ma si suggerisce di fare riferimento ad esempio, come accennavo prima, alle teorie di Tom Bosco delle Nexus Edizioni che seguo da un po’ e di cui allego opportuni link [19]. Singolare è il fatto che esistono costruzioni quasi identiche, edificate con i medesimi stili architettonici, in Europa, in Asia, nelle Americhe, in Australia e persino in Giappone. Neoclassico o architettura coloniale si potrebbe dire, ma in America, un continente relativamente giovane e instabile fino a pochi anni fa, flagellato da guerre d’indipendenza e civili, la gente avrebbe davvero dovuto avere come prima preoccupazione costruire grandi Cattedrali gotiche o grandi Pantheon in stile greco? Si è avanzata l’ipotesi che questi edifici esistessero già prima, prima di Colombo, prima degli spagnoli, degli inglesi e dei francesi e sarebbero le vestigia di una grande civiltà globale, la Grande Tartaria appunto, che aveva addirittura una bandiera (Fig. 2), un grifone, figura mitologica dalle sembianze di un leone con testa d’aquila, in campo giallo, come compare in alcune raffigurazioni presenti in antiche enciclopedie britanniche. (Fig. 3) Un grande cataclisma quasi sempre identificabile in una grande inondazione di fango, forse mondiale, anche se è impensabile, forse alcuni territori per volta a più riprese, avrebbe spazzato via tutto e i sopravvissuti avrebbero dovuto ricominciare da capo una volta che il mondo sarebbe tornato ancora vivibile. Naturalmente questa narrazione appare molto simile al mito di Atlantide, ma in questo caso, la componente complotto si propone in modo molto più prepotente in quanto, mentre il caso di Atlantide ci fa pensare ad un’epoca molto lontana nel tempo e ad un’era assai più primitiva della nostra per cui l’umanità avrebbe avuto diciamo, tutto il tempo per dimenticare il passato, nel caso di Tartaria, solo una vasta e metodica opera di camuffamento e manipolazione avrebbe permesso di assecondare gli eventi di spopolamento, di distruzione sia dei territori che delle culture e di ripopolamento e indottrinamento delle genti posteriori.

Fig. 2 Bandiera di Tartaria [20]
Fig. 3 Bandiera della Tartaria presente in una antica enciclopedia [21]

Conclusione

Chiaramente questo articolo, trattando in modo estremamente sintetico di tematiche invece molto estese e complesse, risulterà sicuramente ostico per il lettore e per questo chiediamo venia, ma ci tenevamo alla fine a esporre questa idea estrema e molto ardita: e se fossimo prossimi ad un nuovo reset? Alcuni studiosi alternativi si sono spinti addirittura oltre formulando l’ipotesi che quella di oggi sia la civiltà delle costruzioni in vetro e acciao, del petrolio e del profitto della società capitalistica, come Atlantide poteva essere la civiltà delle costruzioni in pietra, del mare e della Talassocrazia e la Grande Tartaria la cultura della geometria, delle costruzioni armoniose e della cinematica. Tra l’altro come per Tartaria con la sua radice “Tar”, anche Atlantide avrebbe avuto la sua denominazione “Atl”, oggetto di molte reminiscenze linguistiche come Atlante, Atlantico, Aztlan, il continente mitico di provenienza degli Aztechi e Quetzalcoatl, una loro divinità. Allora non sarebbe possibile che, ad un certo punto della storia, degli individui di altra razza o etnia, ad esempio ebrea/semita o kazara (non è un discorso razzista, penso che parlare di razzismo per la storia ormai sia del tutto superfluo, infondo, a quanto pare, le elite finanziarie di origini ebree, foraggiarono l’olocausto) gelosi o feriti nell’orgoglio trovarono il modo di sovvertire l’ordine preesistente instaurato preferibilmente da una etnia nordica, magari i progenitori degli Indoeuropei/Greci/Romani/Rus’, e, in epoca rinascimentale, abbiano letteralmente riscritto i documenti e le tradizioni giunte fino a noi e hanno forgiato la nostra cultura e tradizionalmente puntano ad una fine dei tempi programmata dalle élite e dalle sette di potere al governo del mondo? Ecco spiegato perché le profezie azzeccano i fatti, semplicemente perché sono programmati e si devono fare avvenire! Follia? Non può essere un caso ché tutti questi documenti, queste immagini e queste tesi controverse vengano fuori proprio in questo momento storico, forse è perché stiamo vivendo una nuova contrapposizione tra Usa/Nato o meglio Deep State americano e Russia? Fra Occidente ed Oriente? Fra genti nordiche e élite finanziarie ebre kazare? Papa Francesco vuole una religione universale che porrebbe fine a tutte le religioni ed anche al cristianesimo come profetizzato da Malachia, ed esso cadrebbe durante una Apocalisse; almeno quanto il forum di Davos auspica appunto un Grande Reset… Coincidenze?

Il lettore mi scuserà ancora per l’ardire di questa tesi, veramente molto avventata, ma per comprendere profondamente, si ha la necessità talvolta di pensare diverso, di teorizzare oltre, ed è questo, come il lettore ormai sa, il carattere di questo blog. Un caro saluto a tutti ed un immenso augurio per un meraviglioso nuovo anno, anche se questo articolo non suggerisce certo i miglior pronostici!

“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato” – George Orwell, 1984

La frase di George Orwell è d’obbligo in questo caso,

Un abbraccio

F.D. 

[1] "La storia dei vincitori e i suoi miti. Da Giovanna D'arco al delitto Moro, da Cristoforo Colombo ai Rothschild, mille anni tutti da riscrivere." - Pietro Ratto - © 2017 DISSENSI EDIZIONI - Direttore editoriale: Gianluca Ferrara - 1a Edizione - Dicembre 2017 - ISBN 9788885518070 - Pag. 27 
[2] https://www.ibs.it/codice-ratzinger-ebook-andrea-cionci/e/9791280657251/recensioni
[3] https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/31953795/papa-francesco-qual-e-malattia-fa-tremare-vaticano.html
[4] "Le profezie di Malachia" - Alfred Tyrel - Copyright c 1973 by Casa Editrice M.E.B. Corso Dante, 73 - 10126 Torino - Pag. 21
[5] Ibidem - Pag. 22
[6] Ibidem - Pag. 23
[7] Ibidem - Pag. 24
[8] Ibidem - Pag. 25
[9] Ibidem - Pag. 32
[10] http://www.lultimopapa.it/profezia.htm;
[11] https://chronologia.org/it/
[12] "400 anni d'inganni. E se il nostro passato fosse tutta "un'altra storia"?" - Anatolij Fomenko - © 2014 Macro Edizioni un marchio del Gruppo Editoriale Macro - www.gruppomacro.com - Via Giardino, 30 - 47522 Cesena (FC) - ISBN 978-88-6229-397-6 - Collana "Verità Nascoste" - Pag. 125
[13] Ibidem - Pag. 152
[14] Ibidem - Pag. 111
[15] Ibidem - Pag. 69
[16] Ibidem - Pag. 188
[17] Ibidem - Pag. 163
[18] "La storia dei vincitori e i suoi miti. Da Giovanna D'arco al delitto Moro, da Cristoforo Colombo ai Rothschild, mille anni tutti da riscrivere." - Pietro Ratto - © 2017 DISSENSI EDIZIONI - Direttore editoriale: Gianluca Ferrara - 1a Edizione - Dicembre 2017 - ISBN 9788885518070 - Pag. 43
[19] https://youtu.be/9O8mYwMy1G4https://youtu.be/9O8mYwMy1G4 https://nexusedizioni.it/it/CT/lenergia-elettrica-era-libera-e-senza-fili/
[20] Immagine tratta da: https://puntomarinero.com/great-tartary-facts-only/
[21] Immagine tratta da: https://www.nelnomedellaverita.it/wp/tartaria/

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10 risposte a “La fine dei tempi: Another Reset?”

  1. Avatar Alessio
    Alessio

    il vostro Dottorato?
    ah no, voi non avete Dottorati.

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    1. Avatar rovistatore

      Grazie Alessio del tuo commento, sono molto felice ed onorato di aver suscitato il tuo interesse tanto da farti provare l’impulso di commentare l’articolo, ancor più se, buon per te, tu sei a differenza di me, adeguatamente titolato. Anzi se hai contenuti da suggerire ed essi ampliano i miei orizzonti, tanto meglio. Ho citato scritti di persone che hanno lauree, ma ho l’impressione che le loro non valgano come quelle degli altri perfettamente allineati all’ufficialità. Comunque sia, mi sembra (vedi Giulio Preti, “Storia del Pensiero Scientifico” ad esempio) che Nicolò Tartaglia, mentore di Galilei, sdegnasse i libri e non avesse mai studiato, eppure proprio lui avrebbe dato all’iniziatore del metodo scientifico la forma mentis idonea per tale obiettivo: ironia della sorte, un ignorante completo se dovessimo giudicare la capacità intellettiva e umana solo dalle “etichette” che la nostra epoca storica deve assegnare per ritenere plausibili o meno certe idee o nozioni. Hai parlato di “vostro” e di “voi non avete”. Non so se è perché ogni tanto mi esprimo al plurale, oppure se intendi voi come una categoria, esempio voi novax, voi terrapiattisti, voi negazionisti, voi complottisti, tutte etichette (che di sicuro non mi rappresentano) funzionali al sistema per suddividere in categorie per poi applicare il divide et impera; nel secondo caso io pubblico da solo quindi mi assumo tutte le responsabilità per le mie opinioni, ma, posso parlare al plurale in questo caso, ti assicuro che i libri non li disdegniamo.

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  2. Avatar Alessio
    Alessio

    oggi, appunto perché vi è il metodo scientifico, si sa cos’è fuffa e cosa non lo è. Oggi è fuffa ogni “ricerca” che non passa la revisione paritaria.
    Ebbi a spedire al Sig. Fomenko 492 domande tecniche di archeologia, nel 2011; alle quali mai ottenni risposta e le spedii sia in russo che in inglese più volte .
    Quando Fomenko parla non fa riferimento alla Tefrocronologia, chissà come mai vero?
    Fa riferimento al C14 giudicandolo tutto errato e non idoneo e questo non corrisponde al vero. S che in Russia Fomenko è dileggiato da tutti?
    Riguardo il C14, la tecnica è soggetta ad errore sperimentale crescente con il numero di anni. La vita media del C14 è di circa 5500 anni, l’errore sperimentale è ad occhio e croce intorno all’1%. 
    Generalmente per datazione di reperti maggiori di 30.000 anni conviene utilizzare altro, in quanto le tracce di C14 cominciano ad essere troppo basse.
    Senza entrare nel merito, la tecnica del C14 si basa sull’ipotesi  che ogni organismo nella biosfera, terrestre e acquatica, a causa degli scambi metabolici nell’ambito dei cicli vitali (sintesi clorofilliana, respirazione, cicli alimentari), presenta ed ha presentato nel passato, finché vivente, una concentrazione atomica 14C/(C totale) in equilibrio con quella atmosferica.
    A partire dal momento della morte questa concentrazione decresce in maniera esponenziale in base alla legge del decadimento radioattivo. 
    Il C14 falla se tra la morte dell’organismo e l’analisi, il reperto viene “ricaricato” di C14 per incendi o contaminazioni varie. Tuttavia valutare le possibili contaminazioni fa parte del lavoro dello scienziato prima dell’analisi. 
    E’ in questa fase che possono avvenire errori sistematici. Un caso scuola è la datazione della sindone (le fibre sono vegetali per cui databili con il metodo del C14), probabilmente contaminata da un incendio e quindi arricchita artificialmente di C14 atmosferico. Tuttavia l’errore è l’eccezione e non la regola.
    Se Fomenko vuole falsificare il metodo (alla Popper) dovrebbe dimostrare che tutti i reperti, dal primo all’ultimo, giunti a noi dall’antichità sono contaminati. Oppure dimostrare che il metodo della C14 è sbagliato (ma dato che segue la legge del decadimento radioattivo ben noto e studiato su centinaia di elementi non si capisce in cosa dovrebbe essere sbagliato).
    Negare il metodo tout court è un errore metodologico colossale, e dimostra che il Fomenko utilizza gli approcci fisico/matematici che supportano le sue teorie – pochi e opinabili -trascurando tutto quanto invece non lo supporta (praticamente tutto il resto).
    ll problema è che qualsiasi tipo di misura da errori, incluso quando qualcuno misura la propria altezza. Quindi dire che una misura da errori e che per questo non è affidabile significa dire tutto e niente e buttarla in caciara.
    Se io voglio sapere quando fu creato un artefatto romano databile al C14 immagino di poter ottenere una datazione con un errore di una decina di anni. Se il ricercatore si accontenta di questo errore bene. Ma se poi voglio sapere l’esatto giorno mese e anno in cui il manufatto venne creato (magari perché l’esatta datazione è storicamente rilevante), allora è normale che il C14 non sia lo strumento di datazione giusto. Ci sono altri strumenti (inclusa la stratigrafia, la numismatica, la storiografia) che permettono di fornire informazioni che il C14 non può dare.
    Dire però che i manufatti Romani vennero creati nel medioevo poiché il C14 commette un errore di una decina di anni significa semplicemente prendere per i fondelli chi ascolta
    Per semplificare le cose, Fomenko è solo una persona che si “fa risultare le cose”, la specie più abietta di scienziato a mio modo di vedere.

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  3. Avatar Alessio
    Alessio

    Non è vero che non possediamo alcun documento ufficiale pre XV secolo.
    Io lavoro con i manoscritti.
    Sa cos’è la Spettroscopia di Raman?

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  4. Avatar Alessio
    Alessio

    PS le foto da lei messe dell’Antica Enciclopedia, forse presa da Fomenko, che mostra le bandiere altro non è che L’American Encyclopedia del 1865

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    1. Avatar rovistatore

      Chiedo scusa se ho dato del tu, è una mia deformazione… Ma il fatto che comparisse sulle carte la dicitura Tartaria e le bandiere coi grifoni come andrebbero eventualmente interpretate? Grazie

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      1. Avatar Alessio
        Alessio

        L’American Encyclopedia del 1865 pubblicò le bandiere del mondo. Se si nota la Cina, si hanno tre bandiere: Cina; Cocin Cina e Tartaria. Nel XVI secolo la Cina era divisa in otto territori e quindi bandiere diverse; con il Dragone. Mentre in quelle del 1865 troviamo dei grifoni. Anche nel XIX secolo però la bandiera portava un dragone e non un grifone. Spesso le navi cinesi venivano viste in lontananza da navi portoghesi come inglesi ed è facile intuire come il dragone venisse scambiato per un grifone.
        Fra le foto dei facinorosi della Tartaria , spiccano due bandiere dell’Impero della Tartaria e della Tartaria stessa, con un grifone ed una civetta. Questi uccelli non furono mai presi a modello araldico nella storia millenaria della Cina.
        PS la bandiera della Gran Tartaria è solo copiata da quella del Galles, solo cambiati i colori e il verso.

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  5. Avatar Alessio
    Alessio

    guardi meglio e noterà come la bandiera del Galles è uguale a quella della “Tartaria”.
    Ps sa che la storiella dell’Impero della Tartaria è nata nel 2018 su Reddit?

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    1. Avatar rovistatore

      In effetti, ho cercato di ricordare dove ho sentito parlare le prime volte della Tartaria e controllando le fonti, non si va più indietro di quella data, per correttezza dico anche che il libro di Fomenko lo lessi nel 2019. Non mi meraviglierebbe affatto che tutta questa faccenda sia originata da un social media e con i social venga ben alimentata creando confusione e disorientamento. E’ forse proprio lo scopo dei social creare questo tipo di cultura, superficiale e sensazionalistica. Tuttavia sono abbastanza convinto di trovarci in un momento storico in cui una certa strumentalizzazione della scienza è arrivata all’esagerazione (non la scienza in sé, la quale è uno strumento utilissimo nelle mani dell’uomo). Questo nuoce anche e forse ancor più ai veri scienziati e ai ricercatori seri. E infatti anche tutta questa esplosione di materiale ed articoli sulla presunta Gran Tartaria, come già dicevo, non mi meraviglierebbe per niente se alla fine si rivelasse una grossa manipolazione per fini politici. Come è stato il De Bello Gallico o il Fascismo. Eppure qualche nuovo spunto di riflessione, qualche nuova veduta sulla cose non guasta, anzi è necessaria soprattutto in momenti in cui ci si è resi conto che la strumentalizzazione e la spinta verso il pensiero unico è diventata insostenibile.
      Adesso continuerò con le mie ricerche e non la tedierò più se non lo desidera, comunque grazie! Il Suo è un meraviglioso contributo alla discussione, felice di avere fatto la Sua conoscenza Alessio

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  6. Avatar Alessio
    Alessio

    Grazie a Lei.
    Le prime notizie della Tartaria come “Impero” risalgono al 2018 e su Reddit. Ho detto tutto 🙂
    Inoltre il tutto è pregno di inesattezze storiche ed una profonda ignoranza archeologica. Ho due Dottorati in seno le Scienze Storiche e Archeologiche, ergo so della discussione posta in essere.
    Fomenko? Sa chi lo finanzia? Kasparov; e ho detto tutto.
    Inoltre lo stesso scrive i suoi libri in un linguaggio alquanto infantile e sicuramente non accademico. E’ palese che vuole arrivare a far comprendere il suo lavoro solo ed esclusivamente ad un pubblico ignorante in questo settore. Attenzione però: Fomenko, così come coloro che scrivono queste idiozie non sono degli stupidi: gli ignoranti sono coloro che ci credono. Fomenko sa di mentire e infatti non affronta mai la tefrocronologia e quando affronta l’argomento C14 lo fa in modo ridicolo prendendo a riferimento solo ciò che a lui fa comodo; non altro. Per non parlare della stratigrafia e la numismatica.
    Queste persone è meglio lasciarle perdere.
    PS in Russia lo dileggiano di continuo anche con video ilari 🙂

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